Aurelio Alberti



Non è possibile parlare di 'arte della pasticceria cremonese' senza evocare una delle figure storiche di tale settore, che è stato 'maestro' di diverse generazioni di provetti pasticceri: il cavaliere Aurelio Alberti (23/03/1892 - 28/05/1960), storico titolare della “Pasticceria Lanfranchi” di Cremona. Egli profuse nella 'sua' pasticceria, dai primi decenni del '900 per mezzo secolo, oltre alla sua prestigiosa manualità creativa (che si potrebbe diversamente definire: “il lavoro delle sue mani intelligenti”), le doti di un indiscusso talento e di una fertile fantasia.

“Artista di mano e di intelletto, egli vi coltivò, con aristocratica modestia, insieme ad un immenso amore per la famiglia, i suoi molteplici entusiasmi e le sue finissime attitudini”: così ebbe a descriverlo Maspero Gatti8 in un articolo dedicato ai “Maestri cremonesi del lavoro”. Anche in mancanza di documenti atti ad accertare la data esatta da cui trae origine la storica Pasticceria Lanfranchi, sotto la guida del suo fondatore Umberto Lanfranchi (19/01/1877-10/06/1938), non appare infondato ritenere che l'inizio della sua attività possa essere fatto risalire alla fine del 1800. Ciò in considerazione del fatto che Umberto Lanfranchi fu titolare della pasticceria per circa trent'anni, prima di cederla al nipote Aurelio Alberti, figlio della sorella della moglie Lina, che ne assunse la titolarità nel 1919. Umberto Lanfranchi, prima di dare avvio all'attività, svolse alcuni anni di praticantato a Parigi presso prestigiosi laboratori dolciari. Tornato a Cremona, aprì i battenti della sua pasticceria al numero 5 di corso Campi. Come già anticipato, nel 1919, non avendo figli, ne affidò la guida e la titolarità al nipote Aurelio, che aveva già avuto modo di acquisire dallo zio i segreti del mestiere, dando ottima prova di sé come suo apprendista e primo collaboratore. Per la verità Aurelio Alberti scoprì solo in un secondo tempo la vocazione del pasticciere. Egli, infatti, proveniente da una famiglia laboriosissima ma di umili origini, era avviato ad esercitare l'attività di canestraio. Il padre Angelo (01/11/1868 - 09/09/1940) esercitava l'attività di falegname in un laboratorio interno sito in Largo Boccaccino (in una delle case disposte difronte all'abside dalla Cattedrale di Cremona), mentre la madre Rosa Porchieri (06/02/1872 - 04/12/1959), sorella della moglie di Umberto Lanfranchi, gestiva, nello stesso stabile, un piccolo negozio di vendita di cesti e canestri. Attività che, all'epoca, trovava giustificazione nell'allevamento, assai diffuso anche a livello familiare, dei bachi da seta.
 

Negli anni della sua prima giovinezza Aurelio, mentre rivelava un'invidiabile manualità creativa nel fare canestri eleganti e funzionali, coltivava pure una bella voce baritonale, tanto che ebbe modo di conoscere il coetaneo baritono Mario Basiola9, il quale, prima di raggiungere la celebrità e calcare i palcoscenici dei più prestigiosi teatri del mondo, svolse anch'esso, ad Annicco, l'attività di canestraio. Ma lo zio Umberto Lanfranchi, che era un artigiano all'antica e che pensava al futuro del nipote con concretezza e realismo, non vedeva di buon occhio la sua passione canora, nella quale pure eccelleva. Lo convinse così ad inserirsi attivamente nella pasticceria, dove il giovane Aurelio rivelò ben presto il suo talento artistico, naturale e spontaneo. Attività che purtroppo subì un'interruzione durante la Prima Guerra Mondiale, allorché nel 1915 fu chiamato a combattere fra i gloriosi Lancieri di Novara. Esperienza – quella militare – che fece nascere in lui la passione per i cavalli, tanto che lo portò ad essere uno dei fondatori del primo circolo ippico cremonese presso il Foro Boario.

 

Una volta congedato, riprese il suo lavoro nel quale,nel giro di pochissimi anni, seppe imporsi occupando un posto di primissimo piano e dando vita, nel tempo, ad una 'scuola dolciaria' di notevole livello. Era un pasticcere nato: per lui sperimentare una ricetta nuova, realizzare un dolce monumentale rappresentava una sfida stimolante ed era, ad opera compiuta, motivo di vivissimo compiacimento.
Come si è detto, Aurelio Alberti assunse la titolarità della Pasticceria Lanfranchi, con sede in corso Campi n. 5, nel 1919. Successivamente, il 19/10/1925, lasciò tale sede per trasferirsi in via S. Giuseppe n. 8, dove si dedicò alla produzione di caramelle, cioccolati ed affini. Ciò fino al 1° settembre 1927, data che segna il ritorno dell'attività nella sede originaria della pasticceria in corso Campi, finché, dopo un breve passaggio dell'esercizio in corso Stradivari, in data 16/08/1937 la Pasticceria Lanfranchi approdò definitivamente nella sede attuale, al numero 30 di via Solferino.