Capolavori dolciari



Appartiene alla tradizione dei pasticceri cremonesi confezionare dolci riproducenti i maggiori monumenti della città, tanto che nel tempo divenne motivo d'orgoglio saper realizzare modelli sempre più simili alla realtà e sempre più perfetti nelle proporzioni rispetto all'originale. 

Aurelio Alberti, da autentico artista quale era, si inserì con estrema autorevolezza in tale filone. “Non c'era lavoro di abilità – conferma la figlia Mariuccia – che non sapesse fare”. 

“Le sue rose in caramello erano vaporose e delicate. Si consideri che il caramello doveva essere lavorato manualmente ancora bollente perché potesse essere duttile e morbido sotto le dita”.

Nacque così una moltitudine si splendidi cesti di fiori: rose, gigli, margherite e molti altri, tutti di zucchero e caramello.
 

E mentre si dedicava a questi lavori – è ancora la figlia a ricordarlo – dilettava i presenti, cantando con la sua bella voce baritonale romanze del repertorio operistico.
 

E' rimasta nel mito la 'Nave Italia', da lui creata in occasione della visita a Cremona della Regina Margherita di Savoia15: era così snella e slanciata che

sembrava in attesa del varo.
 

Ma l'opera che è rimasta nella memoria dei cremonesi, il suo capolavoro assoluto, fu la riproduzione in perfetta scala uno a cento del Torrazzo e della facciata del Duomo di Cremona, alta più di un metro e composta da ben trecentosessanta pezzi, interamente realizzata con zucchero lavorato con albume d'uova e collocata, come in una nicchia, in un grande uovo di cioccolato aperto a metà. Sulla base un bouquet di splendide rose, anch'esse, come sempre, modellate a mano.
 

Era la Pasqua del 1947 e tutti i cittadini cremonesi si recarono in via Solferino ad ammirare un autentico capolavoro, il quale, oltre alla genialità creativa, aveva richiesto al suo autore molte settimane di paziente lavoro manuale.
 

Di analoga concezione la facciata della basilica di San Pietro in Roma, la perfetta riproduzione del Battistero di Cremona e, tanto per non smentire la sua passione per l'opera lirica, la scenografi di Cavalleria rusticana, corredata da due violini e dallo spartito musicale, opera che, proprio in quel periodo, veniva rappresentata al Teatro Ponchielli.
 

Degna di attenzione, inoltre, una torta arricchita da una 'gondola' veneziana, concepita come un vero ricamo di zucchero. Un lavoro, quest'ultimo, che lascia davvero ammirati per la sua preziosità. Così come c'è da restare ammirati difronte alla fotografia che rappresenta due torte realizzate come dei ventagli decorati con bouquets di splendide rose …
 

Per non parlare poi delle ammiratissime torte nuziali, sempre concepite all'insegna dell'originalità e decorate con autentico gusto artistico, proprio comedei piccoli capolavori.